Disclaimer: ogni personaggio qui trattato o menzionato è proprietà esclusiva dell'autrice, Yoko Matsushita. Nessuna violazione del copyright è pertanto intesa. Questa fanfictions non è stata scritta a fini lucrativi, ma con l'unico scopo di dilettare gli utenti. Spero che sia apprezzata, ed il frutto del mio lavoro rispettato.

Change into

by Sleeps with Coyotes -Translated by Kyio

~~*~~

 

seduction is a hidden seam in an open book
you are not a stream of awareness
you are not an open book
 



La luce del sole si riversava attraverso le tende tirate, irregolare e chiazzata dall'ombra delle foglie all'esterno. Non di ciliegi, ma betulle, rami scuri e snelli punteggiati di argento e verde, il loro soffice sussurro a volteggiare al di là delle finestre aperte. Il futon era stati sistemato ore prima, le stoviglie della colazione lavate e messe via, ma Tsuzuki era ancora lì, per una volta tranquilla, senza alcuna fretta apparente di andarsene.

Hisoka si accostò alla soglia mentre guardava l'uomo, senza darsene pensiero.

C'erano volte in cui Hisoka era convinto il suo partner non sapesse il significato della parola 'casuale'. La sua cravatta non era mai in ordine, ma ne indossava sempre una-- persino ora, per fare un esempio. Una camicia bianca abbottonata e pantaloni neri un pò stropicciati- ma senza scarpe per qualche motivo, i piedi nudi ripiegati sotto di sé mentre si sporgeva verso il tavolo, un pennello da calligrafia in mano. Allora aveva intenzione di dipingere nuovi fuda, realizzò, e per qualche motivo il soggiorno di Hisoka era diventato il posto favorito dell'altro per quel particolare compito. Era uno dei pochi doveri collegati al loro lavoro per cui Tsuzuki non si faceva pregare.

Aspettando che il pennello venisse sollevato, fin troppo conscio dell'azzardo costituito da un incantesimo mal scritto, Hisoka lasciò il vano della porta e si lasciò cadere sul futon a destra del partner, afferrando un cuscino e circondandolo con entrambe le braccia. Tsuzuki sollevò lo sguardo, fece un sorrisino breve, ma praticamente si trovava in un altra dimensione. All'inizio, era stato strano essere ignorato--da Tsuzuki, tra tutti--, poi un pò irritante, anche se non era sicuro del perché.

Ora vi era abituato, e lo era altrettanto sedersi incantato e osservare lo scorrere di inchiostro nero sulla superficie candida, la mano di Tsuzuki precisa e sicura di sé. La sua tecnica era splendida a vedersi, ogni pennellata perfetta e perfezionata, ed Hisoka si chiedeva a volte se non fosse parte del segreto dietro alla sua efficacia. Le arti magiche erano probabilmente lusingate dall'essere manipolate attraverso vie affinate con tale maestria, nello stesso modo in cui una spada era appagata dal tocco di dita dotate.

Esistevano incantesimi per generare il fuoco e per il suo estinguersi, per ereggere barriere protettive e per distruggerle. Incantesimi di ghiaccio e che inducevano il sonno, rapidi messaggeri, e magie che penetravano qualsiasi difesa, che potevano svegliare il suolo stesso e farlo danzare sotto i loro piedi. Tsuzuki le conosceva tutte, e fluivano dal suo pennello come i primi esercizi di un bambino, sicuro e spontaneo. Ed Hisoka guardava, affascinato dal movimento elegante di una mano e l'imperturbabile, distaccata espressione sul volto del partner, il modo in cui la luce del sole creava un alone intorno alla sua figura quasi immobile e lo rendeva.. non strano, ma ancora più sé stesso. Perfetto e perfezionato, come la sua calligrafia.

E' solo Tsuzuki, si ricordò abbracciando il cuscino strettamente, lo sguardo corrucciato in un'occhiata alle sue ginocchia. Una spuntava attraversi un buco nei jeans, e se si scorgevano delle cicatrici la maggior parte erano ricordi di incidenti d'infanzia, il risultato di uno sfregamento contro ghiaia o la corteccia di un arbusto. Separò dei fili bianchi logorati dal blu, passando un pollice distrattamente sulla pelle, e si chiese come sarebbe stato sfiorare quella di un'altra persona.

Finiva sempre per chiederselo quando il partner trascorreva la notte da lui.

Se Tsuzuki era stato ubriaco la sera prima, sarebbe stato impossibile affermarlo ora. I suoi occhi viola erano limpidi, il viso non più pallido del solito, i capelli disordinati, scuri e ancora umidi dalla doccia. Era stato allegro in modo impossibile per tutta la mattinata, persino quando Hisoka gli aveva impedito di aiutarlo a preparare la colazione, ed anche ora un piccolo sorriso aleggiava sulle sue labbra.

Un colpo di vento spirò e le betulle sibilarono, gli angoli dei fuda che si stavano asciugando appena tremolanti nella brezza. Tsuzuki non si rese nemmeno conto dei capelli scuri che scivolavano ad incorniciargli il volto.

Hisoka si mosse in avanti prima ancora di rendersi conto consciamente delle sue intenzioni, il braccio a sciogliersi dall'abbraccio del cuscino mentre una mano si sporgeva a scostare capelli teneri come seta. Quasi si immobilizzò quando Tsuzuki sollevò il capo e sorrise, tutta la gratitudine e la soddisfazione del mondo in quel semplice sguardo. Ebbe appena i riflessi di tornare a sedersi, lasciare che il braccio scivolasse nel suo grembo come se non fosse successo nulla di particolare-- Tsuzuki si prodigava in gesti come quello tutta la giornata, no?-- e Tsuzuki ritornò a guardare la pagina bianca come se potesse scivolare via. Hisoka ne fu sollevato.

Il pennello riprese nuovamente la sua danza, linee scure e risolute a tagliare la carta candida con una semplicità che era splendida in sé stessa-- ma Hisoka non conosceva quell'incantesimo. Un ideogramma per la bellezza, uno per la grazia, per la giovinezza, la primavera ed il cambiamento, e l'ultimo per il movimento-- no, per il divenire, ed il frammento di pergamena si infiammò senza bruciarsi. Prese fuoco e gli diede forma mentre la carta stessa veniva modellata, piegandosi e contorcendosi come i piccoli uccelli messaggeri. Una parte di Hisoka effettivamente si aspettava un volatile, ma la creatura che flesse le ali, appollaiata su un blocco di carta ancora intoccata era una farfalla di smeraldo e oro, ancora sfavillante di potere.

-Non sapevo potessi farlo,- mormorò Hisoka, solo appena conscio stesse parlando. A differenza dei messaggeri, la cui forma aveva una funzione, la farfalla non faceva nulla- era semplicemente, perfetta e meravigliosa. Affascinato, guardò Tsuzuki far scivolare la mano sotto le zampine sottili e delicate, osservando l'insetto luccicante come un gioiello mentre si raccoglieva nel suo palmo, immoto quando venne offerto ad Hisoka.

Dovette alzare gli occhi, e Tsuzuki era raggiante, compiaciuto ed un pò lusingato al silenzio contemplativo di Hisoka. Non poté non incurvare il palmo, perfettamente immobile mentre Tsuzuki spingeva gentilmente la farfalla nella sua mano, e mentre la percepiva contro la sua pelle non badò affatto a respirare, finché non si fu stabilita sul suo polso.

-A che cosa serve?- chiese dopo un istante, nel caso in cui si fosse sbagliato ed avesse avuto realmente un fine. Tsuzuki faceva tutto questo da molto più tempo, dopo tutto, e--

-E' soltanto.-

Hisoka sollevò nuovamente lo sguardo, ed era semplicemente Tsuzuki, affatto diverso da ogni altro giorno... splendido, mite e vivo, come la magia sprigionata dalla punta delle sue dita. Sempre. Si sorprese a chiedersi ancora come sarebbe stato premere la propria pelle contro quella di un altro quando lui lo decideva, e pensò fosse ora di scoprirlo.

Tsuzuki gli sorrise, e per una volta, Hisoka ricambiò.

 

~~*~~