Disclaimer: ogni personaggio qui trattato o menzionato è proprietà esclusiva dell'autrice, Yoko Matsushita. Nessuna violazione del copyright è pertanto intesa. Questa fanfictions non è stata scritta a fini lucrativi, ma con l'unico scopo di dilettare gli utenti. Spero che sia apprezzata, ed il frutto del mio lavoro rispettato.

Dancin'

by Hoseki Honooko -Translated by Kyio

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“Ne, Tsuzuki…”

“Sì?”

Hisoka stava guardando fuori dalla finestra, una placida espressione sul suo viso, il mento tra i suoi palmi. Tsuzuki aveva in mano una matita, e stava allegramente pasticciando su un giornale, disegnando baffi alle figure femminili, e scurendo i denti.

“Sei…” cominciò Hisoka. Quando non continuò, Tsuzuki riprese la frase.

“Sono…?”

Hisoka abbassò lievemente la testa, sconvolto dai propri pensieri. Arrossì improvvisamente, e distolse lo sguardo dall’altro.

“No, non importa.” Disse frettolosamente. Tsuzuki si illuminò.

“Cosa? Dimmelo.”

“No. Non è niente.” scattò Hisoka, prendendo un libro sul tavolo da sotto una tazza di caffè per nascondere il proprio volto.

 
“Dai. Voglio saperlo!!” continuò Tsuzuki, cercando di togliere il libro all’altro. Hisoka lo allontanò dalla sua presa.

“Dimenticatelo, okay?!” disse, voltando la schiena al partner. Tsuzuki desistette, e sospirò. Tornò ai propri scarabocchi, anche se meno allegramente.
Hisoka si morse il labbro inferiore. Se non chiedeva, non avrebbe mai saputo. Ma non poteva. Semplicemente non ci riusciva.

…ma poi…

No. Era troppo per poterci sperare. Sarebbe sembrato un idiota. Sarebbe-

“HISOKA!” Tsuzuki saltellò intorno ad Hisoka, in modo che il ragazzo potesse averlo di fronte.

“Cosa?!” sussultò Hisoka, completamente preso alla sprovvista.

“Guarda il mio disegno!” esultò Tsuzuki, agitando il foglio davanti al viso dell'altro. Hisoka sollevò un sopracciglio.

“Tienilo fermo, non riesco a vederlo se continui a saltarmi intorno.” brontolò, prendendo in mano il foglio.

Tsuzuki aveva vandalizzato la foto sulla pagina. Sembrava per certi versi un viado di qualche sorta, ma lo shinigami aveva cambiato il sesso di diverse persone nella figura aggiungendo seni piuttosto prominenti. Aveva disegnato anche delle corna demoniche su una donna, e trasformato un uomo in un bizzarro clown. Se l'avesse visto uno psichiatra, probabilmente l'avrebbero rinchiuso.


“Allora?!” chiese Tsuzuki speranzoso. Hisoka ponderò in silenzio per qualche istante, cercando le parole giuste.

“E’… interessante.” Disse poi. Tsuzuki si illuminò.

“YAY!” saltellò intorno alla stanza. Hisoka roteò gli occhi, ma gli angoli delle sue labbra si sollevarono contemporaneamente in un sorriso divertito.

Tsuzuki ballò fino alla radio, la accese, e poi cercò con aria concentrata tra le stazioni proposte.
“Hisoka, quale stazione preferisci?”

“Non ascolto la radio. Scegline una.”

Tsuzuki annuì, e ritornò a cercare il canale Borbottando tra sé e sé mentre cercava per qualcosa che potesse piacergli.

“Bleah, talk shows… pop americano? Noioso… opera? No, assurdo…Hey, Ayumi Hamasaki… oooh! Questa è bella!”

Alzò il volume, cominciando a ballare con un partner invisibile. Hisoka alzò lo sguardo dal libro.

Tsuzuki aveva scelto un soffice valzer. Orecchiabile e piuttosto semplice, niente di particolare. Ma lo shinigami sembrava perfetto, con gli occhi chiusi mentre ballava lentamente nella stanza. Hisoka si scoprì a notare nuovamente che Tsuzuki davvero ballava bene. Sembrava fluttuare, ed i suoi passi erano sicuri ed aggraziati.

Mentre la canzone finiva, Tsuzuki si fermò. Schiuse le palpebre, mostrando le iridi ametista che tanto piacevano ad Hisoka, e posò lo sguardo sul ragazzo. Hisoka lo stava ancora guardando, deliziato, e Tsuzuki sorrise gentilmente.

 
“Balli con me?" chiese con voce soffice. Hisoka si riscosse, abbassando lo sguardo ed arrossendo.

 
“Non ne sono capace. Non.. non so come." ammise arrossendo. Tsuzuki si abbassò verso il ragazzo, sorridendo ancora e tendendogli una mano. Hisoka alzò lo sguardo verso il partner.


“Vuoi che ti insegni? E' facile." offrì. Hisoka arrossì furiosamente.


“…okay.” disse infine, e prese la mano tesa dell'altro nella sua. Tsuzuki sogghignò e li condusse al centro della stanza.


“Okay, per prima cosa.. allarga leggermente le gambe, della misura delle tue spalle. Oh! Preferisci guidare, o lo faccio io? chiese. Hisoka lo guardò senza rispondere.


“Cosa?" chiese, totalmente confuso. Tsuzuki ridacchiò.


“Conduco io."


Posò la mano su un fianco dell'altro. Il ragazzo sussultò quasi impercettibilmente.


“Rilassati. Metti la mano sulla mia spalla, okay?" lo istruì Tsuzuki con voce soffice. Hisoka si morse un labbro, e corrugò le sopracciglia nello sforzo di concentrarsi. Tsuzuki non riuscì a fare a meno di notare quanto fosse adorabile il ragazzino in quel frangente.


“Okay. Ora è davvero semplice. Le mani così?" disse, muovendo la mano che teneva quella dell'altro. "Il palmo contro il mio, solo leggermente premuto. Va bene così. Ora, posso premere o, al contrario, ridurre la pressione. Se premo in una certa direzione, andiamo in quella.
Ok?


Hisoka annuì.

“Ora, guarda i miei piedi. Uno, due, tre, un due tre, un due tre..." Una volta che Hisoka riuscì a dominare l'iniziale nervosismo, si mosse piuttosto facilmente. Tsuzuki suppose avesse qualcosa a che fare con la naturale grazia del ragazzo; Hisoka suppose fosse merito di Tsuzuki.


Mentre un nuovo pezzo cominciava, Tsuzuki gentilmente trattenne Hisoka contro di sè, ed il ragazzo, preso dal momento, restò semplicemente con la testa contro il petto del partner. Tsuzuki appoggiò la guancia contro il capo dell'altro, e ballarono lentamente nella stanza.


Quando il pezzo finì, Tsuzuki lentamente li condusse fino a fermarsi. Hisoka realizzò che la musica era finita, e si staccò da Tsuzuki, piuttosto riluttante, ed arrossendo di nuovo.

Tsuzuki non lasciò andare la mano del partner.


Hisoka lo notò, e guardò Tsuzuki interrogativamente. Tsuzuki sembrava essere intento in un dibattito con se stesso, ed aveva il volto leggermente corrugato.

“Tsuzuki?” chiese Hisoka, muovendosi più vicino all'uomo, preoccupato suo malgrado. Tsuzuki lo guardò. Respirò profondamente.

Poi abbassò il capo e baciò gentilmente il ragazzo sulle labbra. Fu soffice, così soffice che Hisoka quasi non se ne accorse. E Tsuzuki si stava già allontanando, e tutto ciò cui Hisoka riusciva a pensare era 'no, no, NO, non lasciarmi, ancora.. ne voglio ancora..'


Si alzò sulle punte dei piedi e baciò ancora l'altro.


E Tsuzuki, preso completamente di sorpresa, cominciò ad assecondarlo.


E fu bello. Molto bello. E quando si fermarono, scostandosi, avevano entrambi i lineamenti  tinti di rosa, e respiravano con più difficoltà rispetto a due persone ferme

.

“Volevo chiederti una cosa.” disse Hisoka. Tsuzuki inclinò la testa di lato.

“Cosa?”

“Sei gay?” chiese Hisoka velocemente. Tsuzuki sbattè le palpebre, sorpreso, poi scoppiò a ridere.



“No, Hisoka. Ti ho baciato perchè penso segretamente tu sia una donna.” disse ridacchiando. Hisoka lo fissò.


“Beh, ORA lo so. Ma è quello che avevo intenzione di-“ fu interrotto.


Tsuzuki lo trattenne più vicino, e mormorò contro il collo del ragazzo, mandando brividi lungo la spina dorsale del ragazzo.

“Mi piaci tanto, Hisoka. Grazie per aver ballato con me." disse Tsuzuki.


Hisoka non rispose. Era troppo impegnato a baciare Tsuzuki.

 

~~*~~